La giornata Della Memoria - NON DOBBIAMO DIMENTICARE....
 
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    IISS G.PEANO-C.ROSA Attualità 27/01/2018 27/01

    La giornata Della Memoria

    NON DOBBIAMO DIMENTICARE....

    Nel 1808 Fichte (filosofo tedesco) scrive il “Discorso sulla nazione tedesca” un’opera che tratta della forza della Germania che grazie al suo potere potrebbe aiutare le altre nazioni, ma Hitler interpreta nel modo sbagliato questo concetto e interpreta “Nazione tedesca” come unica nazione pura e perfetta (NAZIONALISMO). Nel 1939 ha inizio il TERZO REICH ispirato ad una politica di intransigente nazionalismo e di condanna di ogni persona “diversa” dalla razza ariana, l’unica razza perfetta, soprattutto ebrei, zingari,  omosessuali o chi semplicemente aveva un pensiero politico diverso dal potere regnante.

    Il campo di concentramento di Auschwitz è stato fondato il 20 maggio del 1940 e ha iniziato la sua attività di fabbrica della morte il 14 giugno 1940. Auschwitz fu il centro amministrativo dell’attività concentrazionaria e al suo interno furono imprigionati fino ad un massimo di 20.000 persone, compresi i bambini.  All’interno del campo c’era una camera a gas che veniva utilizzata per uccidere persone inadatte al lavoro o che superavano il limite di contenimento del campo di concentramento. Il Lager propriamente detto, si componeva da un minimo di 3 ad un massimo di 5 strutture: il campo di sterminio di Birkenau fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso vicino ad Auschwitz. C’erano anche una serie di sotto campi, in uno dei quali fu imprigionato Primo Levi.                                                       

    Il campo di concentramento di Auschwitz era stato ricavato da vecchie caserme dell’esercito polacco e fu costruito per alloggiare personale amministrativo e militare, nelle strutture migliori, e intellettuali e partigiani nelle baracche.  Non si è mai superata la cifra di 20.000 detenuti. Il campo era utilizzato come luogo di smistamento quando arrivavano i convogli stracarichi di prigionieri. Questi treni, che contenevano in situazioni igieniche inimmaginabili, donne, uomini, anziani, malati e bambini giungevano vicino al campo, da lì i prigionieri venivano scaricati su una banchina e portati al controllo medico in cui si decideva se potevano continuare a vivere o invece se dovevano essere uccisi. Alle porte c’è un cancello in ferro con un’insegna con su scritto “arbeit macht frei” (traduzione: “il lavoro rende liberi”): i tedeschi avevano inculcato ai prigionieri che se avessero lavorato fino allo sfinimento li avrebbero lasciati liberi. Nel novembre 1945, difronte all’avanzata dell’armata rossa, il comandante della polizia tedesca Himmler diede ordine di cessare tutte le esecuzioni nelle camere a gas e di demolire tutti i forni crematori, allo scopo di nascondere le prove del genocidio; ciò nonostante i nazisti distrussero solo le camere e i forni di Birkenau, mentre Auschwitz venne utilizzato come rifugio anti bomba nel caso ci fosse stato un attacco da parte dei sovietici. La giornata della commemorazione non è un giorno a caso ma ha un significato, possiamo dire che ha il sapore di vittoria, perché il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche aprirono i cancelli del campo e furono liberati tutti i prigionieri sia del campo di Auschwitz sia dei campi vicini, furono trovati 7000 uomini ancora vivi, ma moltissimi i cadaveri ancora sparsi sui terreni. Inoltre furono trovati migliaia di indumenti abbandonati, oggetti vari che possedevano i prigionieri prima di entrare nei campi e otto tonnellate di capelli umani imballati e pronti per il trasporto.

     "Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo. Che lavora nel fango. Che non conosce pace. Che lotta per mezzo pane. Che muore per un sì o no"

    Così Primo Levi, testimone sopravvissuto al terzo Reich, prova a scuotere le nostre coscienze e a immedesimarci nella tragedia degli Ebrei. 

        

                                                                                                                                      Aurora Flagella  4G Liceo Scienze Applicate

     

     

    di Redazione G.Peano-C.Rosa


    Parole chiave:

    adolf hitler , nazismo , shoah

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